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SAC 2025, L’ANIMAZIONE OLTRE I CONFINI

9 Mag - 2025

Tags from the story: Sharjah Animation Conference.

Licensing Magazine ha partecipato alla terza edizione di Sharjah Animation Conference (SAC), l’evento B2B che incoraggia il dialogo tra i mondi dell’animazione arabo e africano e la scena globale. Abbiamo intervistato Pietro Pinetti, Direttore Artistico di SAC, sulla visione che guida la progettazione dell’evento e gli obiettivi della prossima edizione.

SAC è ormai giunta alla sua terza edizione, e proprio quest’anno l’evento ha registrato un importante passo avanti in termini di successo di contenuti e di pubblico…

La crescita di un nuovo progetto non è mai automatica e richiede tempo. Ci siamo prefissati degli obiettivi precisi in termini di presenze e qualità dei contenuti, e ci riteniamo soddisfatti.

Abbiamo lanciato quest’anno anche un focus sul Giappone, e inserito una ricca offerta di workshop, panel, e screening, oltre ai consueti concerti serali che favoriscono il networking tra i player dell’industria. Abbiamo fatto un ottimo lavoro in termini di promozione, e i numeri sono ottimi, soprattutto nel mondo arabo. 

Qual è la missione originale di SAC, e in che direzione si sta muovendo adesso?

L’obiettivo iniziale di Sharjah Animation Conference era quello di incoraggiare i broadcaster, i governi e le istituzioni locali ad investire nel mondo dell’animazione, evidenziando l’enorme portata culturale di questi contenuti, che vengono consegnati alle nuove generazioni. Questa terza edizione è riuscita nell’intento: molti broadcaster locali hanno finalmente scelto di partecipare all’evento e incontrare talenti e produttori, insieme a partecipanti da tutto il mondo.

La Sharjah Book Authority ci sostiene già dal primo anno e ha dimostrato di credere fermamente nella nostra visione di sviluppo culturale che passa anche attraverso l’audiovisivo. Tra i nostri obiettivi futuri c’è quello di coinvolgere anche altre istituzioni del mondo arabo e delle aree limitrofe, e stiamo andando nella giusta direzione.

Tra le altre cose, SAC ha ospitato un panel sull’animazione africana. Come si sta evolvendo il mondo dell’animazione in Africa?

L’Africa è un hub interessantissimo: produce contenuti di qualità, pervasi da uno spirito creativo e un talento artistico non indifferente. Ecco, SAC può essere un importante punto di incontro con questi mondi talvolta trascurati: molti produttori e artisti provenienti dall’Africa o dal Medio Oriente considerano Sharjah, soprattutto quest’anno, un posto sicuro che favorisce il dialogo con il mondo arabo, che all’interno di SAC si ritrova unito in un mondo fatto di animazione, illustrazione, creatività. Ed accade, a dispetto delle complessità del mondo arabo, in modo del tutto naturale. 

Quest’anno, il tema di SAC è stato il Giappone. Quali sono le ragioni dietro questa scelta?

L’obiettivo del focus on Japan è stato quello di portare nel mondo arabo dei prodotti iconici della cultura giapponese: anime e manga.

Abbiamo sempre voluto rappresentare la diversità dei mondi dell’animazione: la nostra prima edizione, ad esempio, si concentrava sul mondo americano, con i suoi colossi e i suoi prodotti ormai entrati nella storia dei classici. Anche gli anime hanno un grandissimo seguito nel mondo arabo, e quest’anno abbiamo avuto l’onore di avere come ospite Cheiko Suda, moglie del grande maestro di animazione Masami Suda, che ci ha lasciati qualche anno fa, e che ha ricevuto un premio postumo in occasione della Closing Ceremony di SAC. Anche il maestro Nobuyoshi Habara ha partecipato all’evento, così come ComixWave, uno studio d’animazione importantissimo considerato il successore di Studio Ghibli, e Yomiuri Television Broadcasting, una tv giapponese con la quale coproduciamo. L’associazione AnimeTourism ha collaborato attivamente con noi nella creazione del Focus Japan.

Abbiamo scelto il Giappone spinti dall’enorme potenzialità offerte dal mercato giapponese in termini di crescita ed espansione. Negli ultimi anni, i produttori giapponesi ricercano infatti costantemente nuove collaborazioni estere e nuove realtà fuori dal Giappone. È un mercato estremamente prolifico e curioso.

Puoi anticipare qualcosa sui prossimi sviluppi dell’evento e perché un produttore estero, in particolare europeo, dovrebbe assolutamente essere presente alla prossima edizione di SAC?

In vista della prossima edizione prevediamo di ampliare ulteriormente lo spazio espositivo, e parallelamente di coinvolgere artisti molto importanti a livello globale, con i quali siamo già in contatto. La nostra missione è poi quella di intercettare produttori a livello locale e aree limitrofe, dalle regioni arabe e africane, per incoraggiare lo sviluppo di una vera e propria industria dell’animazione locale.

Credo che sia arrivato il momento di puntare, a partire dal quarto anno, anche sulla costruzione di un vero e proprio mercato della produzione che abbia un focus sulle aziende arabe e africane. Ed è proprio per questo che un produttore estero dovrebbe essere presente: c’è una crescente difficoltà a trovare nuove modalità di produzione, sia dal punto di vista finanziario sia contenutistico, in particolare in Europa. Sotto questo aspetto, il mercato arabo offre invece un’energia creativa straordinaria, una quantità incredibile di storie da raccontare e mezzi per farlo. Essere presenti a Sharjah significa assumere il ruolo di pionieri nello sviluppo di nuovi modelli di business, nuovi contenuti, nuovi mondi da esplorare.

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